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Vino biologico: quando il rispetto del territorio incontra l’evoluzione del mercato

2026-02-04 10:27

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Vino biologico: quando il rispetto del territorio incontra l’evoluzione del mercato

Ma cosa significa davvero produrre vino biologico oggi? E come stanno cambiando le aspettative del mercato?Per capirlo, abbiamo raccolto il punto di vista di

Negli ultimi anni il vino biologico ha smesso di essere una nicchia per appassionati consapevoli ed è diventato un vero indicatore di cambiamento nel settore vitivinicolo. Sempre più produttori scelgono pratiche agricole sostenibili, mentre il mercato – dai consumatori finali ai buyer internazionali – mostra un’attenzione crescente verso vini che uniscano qualità, trasparenza e responsabilità ambientale.

Ma cosa significa davvero produrre vino biologico oggi? E come stanno cambiando le aspettative del mercato?

Per capirlo, abbiamo raccolto il punto di vista di Francesco, produttore piemontese impegnato nella viticoltura biologica, e di Michael R., buyer europeo specializzato in vini artigianali e sostenibili.

“Il biologico non è una moda, è una scelta di coerenza”

Francesco lavora tra le colline del Piemonte, in un contesto dove il vino è cultura prima ancora che prodotto. La sua azienda coltiva esclusivamente vitigni autoctoni e segue un approccio biologico certificato, con un’attenzione particolare all’impatto energetico e alla biodiversità.

Francesco, cosa significa per te produrre vino biologico oggi?

«Per me il biologico non è un’etichetta, ma un modo di lavorare. Significa partire dal suolo, rispettarne i tempi e accettare che ogni annata sia diversa. Non forziamo il vigneto e non cerchiamo di “correggere” il vino in cantina: accompagniamo l’uva nel suo percorso naturale.»

Quanto conta la sostenibilità nel processo produttivo?

«Conta quanto la qualità. Usiamo energie rinnovabili, riduciamo al minimo gli interventi e lavoriamo con bassi livelli di solfiti, in alcuni casi senza aggiunte. L’obiettivo è ottenere vini più leggibili, più vivi, che raccontino il territorio senza maschere.»

Secondo Francesco, il biologico non è una rinuncia, ma un’opportunità:

«Quando rispetti l’equilibrio naturale, ottieni vini più precisi, più eleganti. È un lavoro più complesso, certo, ma anche più onesto.»

Il punto di vista del mercato: “Il consumatore è più informato, e il buyer anche”

Se in vigna il cambiamento è già in atto, sul mercato si osserva un’evoluzione altrettanto significativa. Michael R., buyer per importatori e ristorazione in Nord Europa, conferma il trend.

 

Michael, cosa cercano oggi i buyer nel vino biologico?

«Non basta più che un vino sia biologico. Oggi cerchiamo coerenza: tra territorio, vitigno, metodo produttivo e stile. Il consumatore finale è molto più informato di qualche anno fa e vuole capire cosa c’è dietro una bottiglia.»

 

La sostenibilità influisce sulle scelte di acquisto?

«Assolutamente sì. Basso uso di solfiti, certificazioni credibili, attenzione all’energia e al packaging sono elementi sempre più rilevanti. Ma devono andare di pari passo con la qualità: il vino deve essere buono, riconoscibile e affidabile nel tempo.»

Secondo Michael, il futuro del mercato premierà chi saprà essere autentico:

«I vini che funzionano meglio sono quelli che non cercano di piacere a tutti. Hanno un’identità chiara e una storia vera. Il biologico, se fatto bene, rafforza questa identità.»

Un futuro fatto di territorio, trasparenza e qualità

Il dialogo tra chi produce e chi seleziona vini per il mercato internazionale mostra una direzione comune: il vino biologico non è più solo una scelta etica, ma una componente strategica per il futuro del settore.

Vitigni autoctoni, pratiche agricole rispettose, interventi minimi in cantina e una comunicazione trasparente stanno ridefinendo il concetto di qualità. Non si tratta solo di sostenibilità ambientale, ma di sostenibilità culturale ed economica: un modo di fare vino che guarda lontano, senza perdere il legame con le proprie radici.

In questo scenario, il vino biologico si afferma come un linguaggio comune tra produttori, buyer e consumatori, capace di unire gusto, territorio e responsabilità in un unico racconto.

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